RSU2015, All'Auditorium Antonianum assemblea candidati CISL Lazio

Antonianum 12feb2015Sblocco dei contratti nazionali, rimessa in discussione del blocco del turn over nell'ambito della PA, meritocrazia, dignità delle professioni, riorganizzazione amministrativa, innovazione, trasparenza e partecipazione dei lavoratori: sono i punti cardine del programma elettorale dei candidati Cisl del Lazio alle elezioni delle Rsu del Pubblico Impiego che si terranno il 3, 4 e 5 marzo. I componenti della Rappresentanza sindacale unitaria restano in carica tre anni, perciò il prossimo appuntamento elettorale sarà nel 2018.

"Sono 5mila i candidati della CISL della regione Lazio in tutti i posti di lavoro delle quattro categorie: ricerca, università, scuola e funzione pubblica, su oltre 250mila aventi diritto al voto (180mila solo della FP). Quest'anno, infatti, voteranno anche i tempi determinati", ha spiegato Roberto Chierchia, segretario generale della Cisl Fp di Roma e Lazio. Nel Lazio, per quanto riguarda i lavoratori del pubblico impiego, "negli ultimi 10 anni sono uscite 25mila unita', 7,5 mila solo nella sanità, da qui deriva l'emergenza dei pronto soccorso" che, secondo Chierchia, "non è rientrata del tutto. I pronto soccorso continuano ad essere affollati e la questione dei posti letto deve essere affrontata meglio. Chiediamo - ha concluso - che venga attuato l'accordo firmato quindici giorni fa con la Regione, che prevede 109 assunzioni urgenti da adibire proprio ai pronto soccorso". L'assemblea di questa mattina "è l'avvio della campagna elettorale di queste quattro grandi categorie: università, ricerca, scuola e funzione pubblica", ha detto Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl-Fp. In tutta Italia "è una popolazione di 100mila, tra candidati, sostenitori e presidenti di commissioni, quella che si muove per le liste in 35mila posti di lavoro di 580 professioni diverse, che il premier neanche conosce. È l'elezione più capillare che c'è". I dati nazionali parlano di "400mila dipendenti usciti negli ultimi 10 anni - ha sottolineato - e ne perderemo altri 70mila nei prossimi 4 anni, perché a fronte di 150mila dipendenti che andranno in pensione, ne verranno sostituiti solo 80mila. Il costo salari del pubblico impiego, però, è sceso da 172 miliardi a 162 e, solo usando 11miliardi di risparmi dovuti a contratti non rinnovati, potrebbero essere assunti 100mila giovani all'anno in apprendistato, riportando competenze nella PA e facendo innovazione e digitalizzazione. Il premier Renzi - ha concluso - predica la necessità della crescita dell'occupazione nel privato, usando gli sgravi per le assunzioni e non fa nulla per i 250mila precari della Pa, pur avendo le risorse sufficienti per iniziare a fare stabilizzazione".

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