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Riforma della Polizia Locale: il tempo è adesso!

RIFORMA DELLA POLIZIA LOCALE: IL TEMPO E' ORA! 

Con Cisl e Cisl Fp per una nuova legge quadro che riconosca ruolo e funzioni di agenti e ufficiali

A quarant’anni dalla legge quadro (legge 7 marzo 1986 n. 65), siamo con la CISL Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori e la CISL FP Nazionale per chiedere una riforma della #PoliziaLocale che dia finalmente riconoscimento alle donne e agli uomini che, all’interno del sistema integrato di sicurezza, rappresentano oggi il fondamentale presidio di prossimità, il primo livello di risposta, il volto concreto delle istituzioni nelle città e nei territori. Il bisogno di sicurezza, cioè la condizione che rende possibile l’esercizio dei diritti, è cambiato. E la Polizia Locale si è fatta trovare pronta, evolvendo insieme alla complessità della società attuale. Oggi la polizia locale è polizia stradale, polizia amministrativa, polizia ambientale, polizia giudiziaria. Opera nella sicurezza urbana, negli eventi più rilevanti come il Giubileo, nelle attività interforze. E’ stata ed è presente nei momenti più difficili del Paese come la pandemia o le grandi calamità. 

A questa evoluzione non è però seguita una risposta normativa e organizzativa corrispondente. Non c’è stato un vero riordino delle norme di legge. Serve una riforma che tuteli chi tutela i cittadini. Che dia sicurezza a chi dà sicurezza. E che colmi le differenze profonde nelle condizioni di lavoro rispetto alle altre forze di polizia: sul piano economico, previdenziale, assicurativo, infortunistico. Per questo la Cisl ha chiamato a raccolta e alla responsabilità le istituzioni, la politica e la collettività tutta: occorre un intervento legislativo organico che, anche attraverso la contrattazione e la partecipazione, affronti con decisione alcuni nodi fondamentali:

- l’equiparazione di trattamento con gli altri corpi di polizia: stesso lavoro, stessa retribuzione, stessi diritti;

- il superamento dei limiti assunzionali: colmare le carenze di organico (11mila operatori persi in 15 anni);

- la revisione dei vincoli sul salario accessorio: premiare competenze e impegno;

- la valorizzazione delle professionalità interne;

- l’investimento strutturale nella formazione continua e nell’addestramento;

- il rafforzamento delle dotazioni e degli equipaggiamenti;

- l’accesso pieno e gratuito alle banche dati e agli strumenti informativi;

- il collegamento operativo al numero unico di emergenza 112;

- il riconoscimento del lavoro come attività gravosa;

- la piena tutela legale e il sostegno in caso di aggressioni;

- il riconoscimento delle vittime del dovere e il sostegno ai loro familiari.

La riforma che chiediamo non è soltanto un aggiornamento normativo. È una scelta di giustizia. È il riconoscimento del valore di un servizio essenziale. È un investimento sulla sicurezza reale delle nostre comunità.


Non possiamo più aspettare.

Il tempo è ora!

#Ilmiolavorovale 

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